Regole cogenti per la gestione in sicurezza dei cantieri, presìdi sanitari dedicati per ogni cantiere e fondo pubblico per i costi aggiuntivi.

Sono queste le proposte per fare ripartire le opere dopo le chiusure imposte dall’emergenza corona-virus messe a punto dall’Oice che «Edilizia e Territorio» dà in anteprima. L’Associazione delle organizzazioni di ingegneria e architettura italiane, aderente a Confindustria e presieduta da Gabriele Scicolone, ha ritenuto utile per il sistema delle costruzioni proporre integrazioni alle linee guida definite con il Protocollo sulla sicurezza nel cantieri, per renderle più esaustive e facili da applicare nella fase 2.

Il documento, che evidenzia le integrazioni proposte alle linee guida del 23 marzo, punto per punto, è stato predisposto da un gruppo di lavoro composto da direttori lavori, CSE e project manager di importanti società associate (Politecnica, Rina, Italferr, Artelia, Metropolitana Milanese, Tecnolav) coordinati dall’ing. Antonio Vettese, consigliere Oice e coordinatore di Oice Academy. «Rappresentiamo i direttori dei lavori e i coordinatori della sicurezza sui cantieri – afferma Gabriele Scicolone -. Abbiamo il compito di garantire la sicurezza e ne sentiamo l’onere. Stabiliamo per bene le regole a monte, almeno stavolta, per non trovarci tra qualche settimana travolti da una falsa partenza».

Le proposte sono state messe a disposizione del Governo, dei ministeri, degli altri attori della filiera e della Task force di Vittorio Colao che si sta occupando della “fase 2”.

«Serve un riferimento normativo preciso – ha affermato Vettese – per tutti i cantieri italiani, sia privati che pubblici. Le spese per la sicurezza aumenteranno e nei bandi, nella fase dell’emergenza, dovranno essere indicate così come già previsto per gli oneri di sicurezza non soggetti a ribasso. Una delle priorità è quella di snellire la burocrazia per l’approvvigionamento dei dispositivi di protezione. Non possiamo dilungarci nell’attendere le certificazioni delle mascherine che provengono dall’estero così come quelle che vengono prodotte in Italia». Nel cantiere del ponte di Genova servono mille mascherine al giorno: la fornitura è arrivata grazie alle certificazioni della Turchia che hanno liberato lo stock in soli 7 giorni.

Per Vettese «sarà inoltre fondamentale il controllo sanitario nei cantieri con presìdi permanenti, anche modulabili, che non andranno smantellati». L’emergenza covid-19 ha provocato un blocco delle gare di progettazione e lavori. L’auspicio è che si possa ripartire subito con procedure che, mediamente, arrivano a conclusione entro un anno. «Questo è il momento – conclude – dove serve una visione complessiva del futuro e in questo ambito l’ingegneria può dare il suo grande contributo. Bisogna impegnare le risorse per le infrastrutture e la pubblica amministrazione non può farsi sfuggire questa occasione».

Queste alcune delle priorità fondamentali evidenziate dall’Oice nel documento Oice Academy:

1. necessità di cogenza delle linee guida, implementate opportunamente nei contenuti, per permetterne l’immediata fruibilità alla ripartenza, con criteri chiari ed omogenei, da tutti gli operatori della filiera;

2. organizzazione e disponibilità di presìdi sanitari capillari su tutto il territorio nazionale, che siano riferimento efficace per le necessità degli operatori, capaci di indirizzarne gli adempimenti e di garantire supporto e vigilanza a tutti i processi produttivi avviati e alle imprese di tutte le dimensioni;

3. disponibilità, senza restrizioni, dei dispositivi di contenimento necessari, con la creazione di filiere produttive nazionali per garantire in ogni cantiere DPI e termoscan, evitando blocchi delle attività appena riavviate per loro mancanza;

4. definizione chiara delle responsabilità in capo agli attori della filiera, lato committenza e lato appaltatore, con riferimento puntuale ai rispettivi adempimenti fissati nelle line guida, onde evitare paralisi per conflitti di responsabilità;

5. puntuale ed esaustiva esplicitazione delle modalità di aggiornamento dei PSC, di redazione delle procedure in capo all’appaltatore, dell’aggiornamento connesso dei POS e del loro coordinamento con PSC e procedure;

6. esplicite modalità di verifica del rispetto degli adempimenti e formalizzazione degli esiti a beneficio dei risultati attesi;

7. creazione di un fondo alimentato con risorse pubbliche che ristori i maggiori costi sostenuti da tutti gli attori coinvolti nei processi di cantiere (ad esempio DL, CSE, appaltatore ) per l’impatto indotto dalle misure di contenimento del Covid 19, vera e propria “forza maggiore” imprevedibile, per evitare inutili contenziosi e ritardi nell’esecuzione delle opere.