Il Calcestruzzo: indispensabile per opere di difesa del territorio

Le strutture in calcestruzzo, a partire dagli inizi del ‘900, costituiscono la maggior parte delle strutture costruite e in costruzione nel mondo. Non sempre sono conosciute per i reali vantaggi che apportano. Se ne parla spesso negativamente, in relazione all’infelice ubicazione di certe costruzioni (“cementificazione” del territorio), che sono sì improprie, ma a prescindere dagli incolpevoli materiali e tecniche impiegati.

Il calcestruzzo strutturale ha soppiantato la muratura tradizionale, rendendo facile, economica e industrializzabile la costruzione in ogni settore e riportando l’edilizia a costi accessibili, così come lo sviluppo economico, con l’edilizia industriale e le grandi e piccole infrastrutture.

Data la sua versatilità, è assoluta protagonista delle opere in difesa del territorio, gallerie, dighe, fognature, serbatoi, opere marittime, ponti, pavimentazioni, opere sotterranee e di contenimento, fondazioni di tutti i tipi, oltre che per edifici di ogni genere e funzione. Ha avuto un’evoluzione tecnologica continua. Rispetto agli albori, la resistenza del calcestruzzo alla compressione si è più che decuplicata mentre l’invenzione della presollecitazione da parte del Freyssinet, nel periodo fra le guerre mondiali, e la contemporanea produzione di acciai per armatura ad alte prestazioni hanno consentito al calcestruzzo di resistere virtualmente anche alle tensioni di trazione, fino ad allora il punto debole del materiale.

Nel secondo dopoguerra, con il boom economico, in Italia si è cominciato a impiegare il calcestruzzo strutturale su vasta scala, con manodopera spesso non qualificata, quale era disponibile nel Paese entrato in uno sviluppo così ampio e improvviso. Ne sono conseguite opere talora di basse caratteristiche, in particolare riguardo alla durabilità, che oggi necessitano di un ripristino. La scarsa attenzione che si è dedicata a questo aspetto in passato ci ha consegnato strutture ammalorate, sulle quali è urgente intervenire.

È normale che i difetti si notino più che il buon comportamento. Di fatto moltissime opere, anche più vecchie, sono tuttora in perfetto stato: basti citare fra tutte il Ponte Risorgimento a Roma, che da oltre cento anni sopporta senza problemi un traffico senza limiti. I deterioramenti, che appaiono in alcune opere appartenenti al periodo menzionato, sono legati soprattutto all’esposizione ad agenti aggressivi, che possono penetrare negli strati superficiali di un calcestruzzo non abbastanza impermeabile, provocando la corrosione delle armature interne.

A scusante, si può dire che il problema della durabilità era allora ignorato, non solo in Italia, essendosene presa coscienza solo intorno agli anni ’70, con sperimentazioni e studi approfonditi, cui sono seguite prescrizioni normative.

Nonostante i notevoli passi avanti permangono dei preconcetti agitati soprattutto da autorevoli inesperti. Curiosamente, ad esempio, il nuovo ponte di Genova viene presentato all’opinione pubblica come un ponte in acciaio. Eppure, l’impalcato è in struttura mista acciaio-calcestruzzo e le pile sono interamente in calcestruzzo strutturale, come pure, ovviamente, le fondazioni: il calcestruzzo d’avanguardia impiegato, largamente maggioritario, viene celato pudicamente nella narrazione.

Gli standard internazionali, nella concezione e realizzazione di grandi opere, hanno raggiunto notevoli livelli rispetto all’epoca dei Nervi, dei Morandi e dei numerosi nostri progettisti e imprese che realizzarono in Italia e all’estero opere allora allo stato dell’arte. Siamo poi rimasti indietro, trattenuti anche dalla normativa tecnica nazionale, che non concedeva fino a poco fa l’impiego dei calcestruzzi a elevate prestazioni. Per fortuna in Italia, seppur non utilizzati allora nella pratica, venivano comunque sviluppati nella ricerca e nella sperimentazione, il che ci consente la ripresa attuale.

È incontestabile che in tutto il mondo le più grandi opere infrastrutturali, inclusi i ponti, e i più grandi edifici, come i grattacieli di nuova generazione, sono realizzati oggi col calcestruzzo strutturale più moderno – per resistenza meccanica, al fuoco e agli agenti aggressivi, quindi per durabilità – che ne garantisce una vita utile estesa, quasi senza manutenzione, ed ecosostenibile. Ciò conferma la validità del materiale e il suo ruolo centrale nel futuro dell’industria delle costruzioni.