Appalti, progettazioni in ripresa (+35%) «Ma servono nuove semplificazioni»

Il 2020 per il mondo della progettazione registra un dato positivo in controtendenza allo scenario dell’economia segnata dal Covid. I dati, che arrivano direttamente dall’Osservatorio Onsai, dimostrano come sono aumentati del 35%, nel periodo gennaio-settembre rispetto al 2019, i bandi pubblicati per incarichi di progettazione.

A questo proposito e con i dati alla mano che il Consiglio nazionale degli architetti ha colto l’occasione per rilanciare il tema delle semplificazioni. L’analisi svolta è che il decreto legge appena approvato abbia semplificato ben poco e si sia limitato, nella sostanza, alla fase degli affidamenti di lavori e incarichi, su cui per altro vengono fatti rilievi di scarsa trasparenza. Per questo viene proposto «un secondo decreto legge, finalizzato a promuovere la semplificazione dell’intero iter di esecuzione delle opere pubbliche, puntando a un pacchetto di modifiche al codice dei contratti per lo snellimento delle procedure nelle fasi di programmazione, verifica del progetto e collaudo dei lavori di importo inferiore alle soglie comunitarie».

Le modifiche proposte puntano anche «al rilancio del concorso di progettazione a due gradi, quale migliore strumento per garantire la qualità delle opere pubbliche e per ridurre i tempi per acquisire il progetto esecutivo delle opere di architettura ed, ancora, alla possibilità, per le stazioni appaltanti, di accorpare il progetto definito a quello esecutivo». Infine gli architetti hanno proposto «la costituzione di un fondo di rotazione per finanziare gli affidamenti di servizi di architettura e ingegneria ai liberi professionistiche che impegni, per la fase di start-up, risorse dello Stato per almeno 50 milioni».

L’analisi sui forti limiti del primo decreto semplificazioni trova d’accordo il vicepresidente dell’Ance, Edoardo Bianchi, che da tempo è critico su quel provvedimento, in particolare proprio sulle norme relative agli affidamenti senza gara.

Non è tardata la risposta del governo attraverso il sottosegretario alle Infrastrutture, Salvatore Margiotta, che ha sottolineato come sulle semplificazioni si possa fare di più. Ha ricordato le norme sull’abuso d’ufficio, la responsabilità erariale dei dipendenti pubblici, il partenariato pubblico-privato, i commissari, l’accelerazione di alcune procedure fra cui la Via. «È vero però – ha aggiunto – che per ora le amministrazioni stanno facendo come se il decreto non esistesse. L’Anas, per esempio, continua a scrivere che gli affidamenti delle opere si faranno in 265 giorni quando c’è la possibilità di farli in quindici. Per questo ho chiesto alla ministra De Micheli di fare una circolare per spingere le amministrazioni ad applicarlo».

Margiotta ha tenuto a sottolineare che alcune correzioni richieste dagli architetti in materia di codice appalti potranno essere introdotte “forzando un po’ la mano” al regolamento unico che sarà inviato a giorni per il concerto.